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FAQ

 

Una diagnosi sintomatologica della celiachia è difficile, perché i sintomi risultano molto simili a quelli di altre malattie che interessano l’intestino, ma anche forme di stanchezza cronica e di depressione. Inoltre, in una percentuale non piccola dei casi, la celiachia rimane asintomatica ma comporta comunque un danneggiamento dei tessuti intestinali.

Una diagnosi più precisa della malattia quindi passa principalmente per due analisi mirate. L’esame diagnostico per eccellenza si fa sul sangue, e rivela la presenza di alcuni anticorpi come l’antigliadina (AGA*), antireticolina (ARA), antiendomisio (EmA) e, in assoluto il più preciso, anti-transglutaminasi (IgA e IgG).

Nel caso di esito positivo, la diagnosi va accertata con un prelievo attraverso una biopsia intestinale di un minuscolo frammento della mucosa intestinale, dalla cui osservazione al microscopio può evidenziare l'atrofia dei villi. La celiachia può quindi avere diagnosi certa solo tramite quindi la biopsia intestinale per valutare lo stato dei villi e antitransglutaminasi.

La presenza di celiachia è confermata dal fatto che tutti i sintomi regrediscono se si segue una dieta priva di glutine, infatti con la dieta priva di glutine scompaiono i sintomi della celiachia e anche i villi intestinali riprendono la loro regolare attività rendendo di fatto impossibile diagnosticare la malattia.

L’unico trattamento possibile per la celiachia è una dieta appropriata, priva di glutine (gluten-free), che permette di ridurre ed eventualmente eliminare i sintomi e di ricostituire i tessuti intestinali. La capacità di ripresa e di recupero dei tessuti danneggiati, però, dipende anche da molti altri fattori, come ad esempio l’età in cui la malattia viene diagnosticata o il grado di danneggiamento.

Seguire una dieta priva di glutine implica un forte impegno di educazione alimentare poiché si eliminano tutti gli alimenti contenenti frumento, orzo e loro derivati, come ad esempio il malto, quindi quasi tutti gli alimenti confezionati, dalle merendine alle torte, la pasta e il pane, la pizza.

La difficoltà maggiore per la persona affetta da celiachia comunque è il fatto che la dieta deve essere organizzata in base alle informazioni dettagliate disponibili sugli ingredienti di ciascun piatto proposto a un ristorante o a una mensa o di ciascun prodotto in vendita a un supermercato. Particolarmente importante è il fatto che il glutine può essere "nascosto" nei cibi, e perfino in alcuni farmaci, come additivo, conservante o aroma.

È fondamentale comprendere come un minimo contatto degli alimenti contenenti glutine con quelli per celiaci può contaminare questi ultimi, ad esempio l'utilizzo delle stesse posate per rimestare la pasta in cottura in pentole diverse è assolutamente da evitare.

L'ingestione di una minima quantità di glutine può rendere inefficace la dieta, pertanto è fondamentale accertarsi che il celiaco non ingerisca alimenti che possano contenere glutine in nessuna forma (utilizzato come addensante e strutturante in molti alimenti). 

* L'AGA sembra indicato per una rilevazione della celiachia esclusivamente fino all'età di tre anni, dopo i quali non risulta più attendibile.

 



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